October 11, 2018

I pareri internazionali su Trump rimangono deludenti, specialmente tra gli alleati chiave

Molti vogliono ancora gli Stati Uniti come prima potenza globale, ma vedono la Cina in crescita

Questo testo è stato tradotto dall’inglese all’italiano.

Con l’avvicinarsi del secondo anniversario dell’elezione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, un nuovo sondaggio condotto dal Pew Research Center in 25 paesi rileva che l’immagine internazionale del presidente in carica rimane deludente, mentre negli Stati Uniti le opinioni sono molto più negative di quelle ottenute durante la presidenza di Barack Obama.

Il nuovo sondaggio del Pew Research Center mette inoltre in luce le notevoli preoccupazioni del pubblico internazionale circa il ruolo dell’America negli affari mondiali. Vaste maggioranze affermerebbero che gli Stati Uniti non tengono conto degli interessi di paesi come il proprio nel prendere le loro decisioni in materia di politica estera. Molti ritengono che gli Stati Uniti stiano facendo meno di quanto non facessero una volta per contribuire a risolvere le grandi sfide globali. E ci sarebbero segnali che mostrano che anche il soft power americano è in declino: sebbene il rispetto della libertà individuale continui a caratterizzare la reputazione degli Stati Uniti, il consenso in merito è inferiore rispetto a un decennio fa.

L’immagine globale dell’America è crollata dopo le elezioni presidenziali del 2016, lasciando spazio a una diffusa opposizione internazionale nei confronti delle politiche dell’amministrazione Trump e a una generale mancanza di fiducia nella sua leadership.

Tuttavia, nonostante l’immagine dell’America sia peggiorata dopo l’elezione di Trump, gli Stati Uniti, nel complesso, ricevono ancora voti positivi. Nei 25 paesi che hanno partecipato al sondaggio, il 50% degli intervistati (valore mediano dei risultati percentuali dei 25 paesi) ha espresso un’opinione positiva sugli U.S.A., mentre il 43% ha dato un giudizio sfavorevole. Ciononostante, solo il 27% (valore mediano) afferma di avere fiducia nel fatto che il presidente Trump faccia ciò che è giusto relativamente agli affari mondiali, mentre il 70% dichiara di non avere fiducia in lui.

La frustrazione nei confronti degli Stati Uniti nell’era Trump è particolarmente comune tra alcuni dei partner e degli alleati più stretti dell’America. In Germania, dove solo il 10% ha fiducia in Trump, tre persone su quattro affermano che gli Stati Uniti stiano oggi facendo meno per affrontare i problemi globali e la porzione di pubblico che crede che gli Stati Uniti rispettino le libertà personali è diminuita di 35 punti percentuali dal 2008. In Francia, solo il 9% ha fiducia in Trump, mentre l’81% ritiene che gli Stati Uniti non tengano conto degli interessi di paesi come la Francia nelle loro decisioni di politica estera.

Pareri critici sono diffusi anche tra i paesi più vicini all’America. Infatti, solo il 25% dei canadesi si dice favorevole nei confronti di Trump, mentre più di sei su dieci (63%) affermano che gli Stati Uniti stiano facendo meno che in passato per affrontare i problemi globali e l’82% pensa che gli Stati Uniti ignorino gli interessi del Canada nella propria attività politica. In questo contesto, le opinioni peggiori del sondaggio su Trump si rilevano in Messico, dove solo il 6% esprime fiducia nella sua leadership.

In tutto il mondo, i cittadini sono divisi circa la direzione presa dal potere americano. Nei 25 paesi del sondaggio, il 31% degli intervistati (valore mediano) afferma che gli Stati Uniti abbiano oggi un ruolo più importante nel mondo rispetto a 10 anni fa, mentre il 25% (valore mediano) dichiara che abbiano un ruolo meno importante e il 35% (valore mediano) ritiene che gli Stati Uniti continuino ad avere la stessa importanza che avevano dieci anni fa.

Questo è quanto emerge da un nuovo sondaggio condotto dal Pew Research Center tra il 20 maggio e il 12 agosto 2018 e che ha coinvolto 26.112 persone in 25 paesi. I capitoli 3, 4 e 5 si basano sui dati di un’indagine del Pew Research Center che, tra il 14 maggio e il 15 giugno 2018, ha coinvolto 1.500 adulti statunitensi. Tra gli altri aspetti chiave emersi dal sondaggio vi sono:

Commenti positivi per Merkel e Macron; giudizi negativi per Xi, Putin e Trump: il sondaggio ha esaminato le opinioni nei confronti di cinque leader mondiali e, in generale, Donald Trump riceve il giudizio più negativo tra i cinque. Anche il presidente russo Vladimir Putin e il presidente cinese Xi Jinping ricevono per lo più commenti negativi. Al contrario, le opinioni sulla cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Emmanuel Macron appaiono generalmente positive. Entrambi i leader sono per lo più popolari nell’UE, nonostante le differenze regionali che vedono la Merkel e Macron ricevere giudizi favorevoli nei paesi del Nord Europa parte del sondaggio e commenti meno entusiastici nell’Europa orientale e meridionale.

La Cina è vista come una potenza in ascesa, anche se la maggior parte desidera ancora che gli Stati Uniti siano la massima potenza: il 70% degli intervistati (valore mediano) nei paesi coinvolti afferma che la Cina svolge oggi un ruolo più importante rispetto a dieci anni fa. In 23 dei 25 paesi, la metà o più si esprime in tal senso. Tuttavia, nonostante il malcontento che molti provano nei confronti degli Stati Uniti in questo momento, l’idea di un ordine mondiale guidato dagli stessi rimane in generale auspicabile. Alla domanda se per il mondo sarebbe meglio avere la Cina o gli Stati Uniti come prima potenza globale, le risposte in quasi tutti i paesi tendono a preferire gli Stati Uniti. Questo appare particolarmente evidente tra alcuni dei vicini asiatico-pacifici della Cina, come il Giappone, le Filippine, la Corea del Sud e l’Australia.

Pochi pensano che gli Stati Uniti tengano conto degli interessi altrui: la presidenza Trump ha provocato un aumento del numero di persone, in molti paesi, che affermano che gli Stati Uniti essenzialmente non prestano attenzione a paesi come il proprio nel prendere decisioni di politica estera. Questo è quanto si evince con particolare chiarezza tra alcuni dei migliori alleati e partner degli Stati Uniti. Ad esempio, sebbene negli ultimi quindici anni tra il pubblico francese la percentuale di coloro che sostengono che gli Stati Uniti tengano conto del proprio interesse nazionale non sia mai stata elevata, essa era aumentata durante la presidenza di Obama, per poi diminuire di nuovo con Trump. Attualmente, solo il 18% in Francia afferma che gli Stati Uniti tengono conto degli interessi di paesi come il proprio nelle loro politiche.

La relazione completa è disponibile solo in inglese.